Care colleghe e cari colleghi,

martedì 7 giugno si è svolta la prima adunanza della nuova RSU.
Una volta insediatasi, occorreva deliberarne il regolamento di funzionamento.

La questione si è quasi subito incagliata sul tema delle incompatibilità. Da una parte vi era chi riteneva ineludibile ottenere le dimissioni di coloro che sono stati eletti in RSU e che sono attualmente anche membri del Senato Accademico (CGIL). Dall’altra, chi riteneva giuridicamente non esistente questo “obbligo di dimissioni” (in particolare UIL).

Avendo a cuore il sostanziale funzionamento della RSU, CUB ha proposto di non dividersi su questa pregiudiziale, adottando il testo di regolamento già esistente ripulito delle parti formalmente incoerenti con l’accordo quadro in materia, recentemente sottoscritto.

Abbiamo anche proposto alle altre sigle di attivare un tavolo di lavoro interno sul tema, puntando innanzitutto alla funzionalità immediata dell’organo a cui siamo state/i elette/i.

CISL ha poi proposto di sospendere la questione per acquisire indicazioni sull’interpretazione autentica degli accordi dai direttivi nazionali firmatari. Proposta recepita da CGIL come ulteriore pretesto per motivare l’inoperabilità dell’organo.

Come nel precedente mandato RSU, è stato quindi lampante che insistere su queste pregiudiziali, oltretutto con modalità verbalmente aggressive, equivale a uccidere direttamente (e subito) la RSU.

Morale della favola: un esponente CGIL ci ha testualmente spiegato (e va ringraziato) che lui l’attività sindacale la fa SENZA ritenere di doversi confrontare dentro un organismo collegiale ed elettivo come la RSU e che lui “tratta direttamente con l’amministrazione”.
Un’altra esponente della CGIL ci ha a sua volta spiegato che “si va in continuità”, che tradotto significa in continuità con l’assenza di ogni confronto tra le sigle sindacali.

Chiaro dunque che: la CGIL non riconosce a nessun’altra sigla la dignità di rappresentanza. Neppure a CISL e UIL. Infatti, anche la CISL è stata relegata dalla CGIL ad assoluta marginalità, per aver solo osato proporre di guadagnare tempo e riflettere. Con buona pace per chi chiede a noi di favorire l’unità sindacale.

Questo il quadro.

Per il futuro – e non ci torneremo più sopra – per la mancata unità della RSU rivolgersi a CGIL.

Nel frattempo… Ci vuole pazienza.

FAREMO OGNI SFORZO PER DARE ALLA RSU LA DIGNITÀ E IL RUOLO DI RAPPRESENTANZA DEMOCRATICA CHE L’ORDINAMENTO LE RICONOSCE.

Rilanciamo da subito la necessità di una nuova convocazione PRIMA che a qualche sigla autoreferente venga in mente di sottoscrivere un qualsiasi accordo che non abbia un pronunciamento da parte della RSU nonché dei lavoratori tramite referendum, come il regolamento RSU oggi prevede.

SPECULARMENTE, auspichiamo che l’Amministrazione non proponga la sottoscrizione di alcunché. Sarebbe null’altro la prova di ciò che da tempo andiamo evidenziando, e cioè che “la trattativa” è pura finzione, perché per l’Amministrazione conta solo l’accordo con il pesce grossoE, mai come in questo caso, vorremmo che qualcuno ci dimostrasse che non abbiamo ragione.