All’inaugurazione dell’anno accademico di venerdì scorso – la penultima sotto l’attuale Rettore – si è assistito a un passaggio che merita di essere chiarito.

Secondo le osservazioni di chi era presente, il Rettore ha scelto di intervenire sull’intervento della rappresentante degli studenti mettendone in discussione la legittimità, fino a invitare il pubblico a dubitare che quanto detto “corrisponda alla realtà dell’Alma Mater”, delegittimando la rappresentante con l’accusa di “non aver consentito che parlassero altri rappresentanti”.

Cercheremo di raccogliere tutte le informazioni su quanto avvenuto. Tuttavia, secondo quanto si è svolto durante la cerimonia, dubitiamo fortemente che la studentessa (eletta in Consiglio studentesco in quota a Prometeo) non fosse legittimata a intervenire: infatti, la studentessa non è arrivata all’improvviso sul palco urlando, ma come da protocollo è stata presentata nel corteo rettorale e prima del suo discorso come rappresentante.

Invitiamo chi legge a verificare direttamente il video per farsi una propria opinione: la parte alla quale ci riferiamo è dopo un’ora esatta! Clicca qui per collegarti al canale YouTube UNIBO!

Per noi non è difficile riconoscere, anche in questo episodio, una modalità di gestione ormai nota: chi governa pretende di stabilire quali voci siano autorizzate a soprattutto esige che la realtà sia descritta secondo propria convenienza.

La studentessa è stata evidentemente ritenuta colpevole per aver parlato chiaro, denunciando l’incostituzionale mancata assegnazione delle borse di studio a chi ne ha diritto, le riforme che minacciano l’autonomia universitaria e, soprattutto, gli accordi con Leonardo ed ENI che “puzzano di sangue”, insieme all’assenza di una posizione sensata sulla Palestina. Secondo noi, la rappresentante ha semplicemente fatto quanto era invitabile fare: mostrare le responsabilità dell’Università, denunciando accordi sporchi e omissioni vergognose (leggi i nostri ultimi comunicati qui! e qui!)

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Di segno opposto è stato il trattamento riservato durante la cerimonia al rappresentante TAB, intervenuto appena prima della studentessa.

Ma qui casca l’asino: c’è un antefatto importante che è stato taciuto!

Nelle settimane precedenti, a fronte di una richiesta del Rettore – rivolta alla RSU – contenete l’invito ad indicare un portavoce legittimato ad intervenire in rappresentanza di tutto il Personale TAB, l’ex senatore CISL si è indicato come rappresentante ancor prima che la seduta RSU programmata per quella valutazione si svolgesse. Una vera e propria auto-nomina, che evidentemente il Rettore ritiene legittima, se non addirittura gradita!

Lo diciamo senza ambiguità: l’ex senatore CISL non rappresenta il Personale TAB! O, se volete, lo rappresenta quanto il Rettore.

Chi è ben edotto delle dinamiche di potere all’interno di Unibo sa bene che boicottare la RSU per poi arrogarsi diritti di rappresentanza esclusiva è da anni una strategia che fa gioco solo al datore di lavoro (leggi qui!).

Infatti, nel suo intervento, l’ex senatore CISL ha evitato ogni nodo reale: nessuna parola sulle collaborazioni dell’Ateneo con il sistema bellico, nessuna presa di posizione sui finanziamenti per la ricerca militare, nessun elemento di critica verso rapporti che interrogano direttamente la funzione pubblica dell’università.

Emerge soprattutto un discorso intriso di retorica e ipocrisia che ci porta ad una domanda semplice e inevitabile: cosa fa la CISL per opporsi concretamente alla guerra visto che nemmeno ha aderito agli scioperi di settembre/ottobre?

E, soprattutto, nei pochi minuti dedicati alla condizione del Personale TAB, le proposte avanzate erano deboli o inconsistenti.

Parlare di maggiori risorse sul Fondo accessorio solo per gli Atenei che “hanno risorse” e non a favore di tutte le Università da parte dello Stato significa ignorare la struttura stessa del finanziamento universitario, o accettarne implicitamente l’attuale deriva verso i capitali privati, anche quando questi investono solo nella guerra.

Anche la questione salariale viene ridotta a chi “ha famiglia”, come se il problema del reddito non riguardasse tutte/i.

Ai più attenti non sarà neppure sfuggito un dettaglio tutt’altro che secondario: la comunicazione e-mail di rilancio inviata ieri dalla stessa CISL si conclude con una esplicita promozione del CAF CISL. Un passaggio che segna uno slittamento evidente: da un momento puramente autocelabrativo a un contenuto di auto-promozione dei propri servizi (vedi qui!).  La solita caduta di stile che dice molto sulle priorità in campo di certo sindacalismo che si muove secondo il motto “più sportello che rappresentanza”!

Infine, la richiesta dei buoni pasto in smart working suona come una “rimozione conveniente”, se non come una vera presa in giro.
Ricordiamo a tutti/e che gli stessi soggetti che oggi la avanzano hanno contribuito, tramite gli accordi d’Ateneo, a renderne possibile la negazione per tutti questi anni, mentre nelle altre Università chi lavora da remoto ha diritto al buono pasto già dal 2020.

Non è questa la rappresentanza di cui abbiamo bisogno!

Solo nel discorso della rappresentante degli studenti riconosciamo pienamente i valori e i principi dell’Alma Mater!