Il genocidio a Gaza continua.
E continua nell’indifferenza colpevole di governi che, dall’Europa agli Stati Uniti, scelgono la complicità invece del diritto internazionale.
Non possiamo tacere davanti all’orrore che attraversa Gaza e il Libano, il Sudan e l’Iran, né davanti allo spregio sistematico del diritto dei popoli che colpisce il Kurdistan, il Venezuela, Cuba.
Oggi i Giovani Palestinesi chiamano un presidio urgente alle 18.00 in Piazza Maggiore (Bologna). È un appello che riguarda tutte e tutti noi: l’università non può essere un luogo neutrale mentre si consumano massacri.
Pretendiamo:
Blocco delle complicità — Interrompere subito ogni rapporto accademico, scientifico e commerciale tra l’Università di Bologna e istituzioni o aziende coinvolte nel genocidio.
Stop all’attacco alla Flottiglia per Gaza — Un popolo sotto assedio totale ha diritto a ricevere aiuti, non a essere bombardato anche in mare.
Solidarietà alla Resistenza — La resistenza all’occupazione illegale è un diritto riconosciuto dal diritto internazionale dei popoli.
L’università non può rifugiarsi nella “normalità”: la normalità, oggi, è complicità.
Ogni aula che tace, ogni laboratorio che collabora, ogni accordo che prosegue come se nulla accadesse, è un insulto alle migliaia di vite spezzate.
Partecipare è un dovere morale e politico.
Stop alla guerra, ai massacri, al genocidio.
La mobilitazione verso lo sciopero generale del 29 maggio rivendica anche l’adeguamento salariale al costo della vita e la difesa dei servizi pubblici — sanità, scuola, università — perché la guerra esterna si nutre sempre dell’impoverimento interno.
Non restiamo indifferenti.
