Di nuovo come già in recentissimo passato (vedi link) la RSU non riesce ad affrontare temi importanti come EVO, le ferie sottratte ai colleghi/e part-time e la valutazione del personale (leggi i comunicati con le nostre richieste indirizzate alla stessa RSU cliccando qui, quo e qua!)

Non si tratta di una contrapposizione tra sigle, ma parliamo di un problema molto concreto: il funzionamento della rappresentanza e il diritto del personale a partecipare alle decisioni.

Ci troviamo per l’ennesima volta di fronte ad azioni di vero e proprio svuotamento del ruolo della RSU: limitarsi a inviare un osservatore per controllare cosa accade, far mancare il quorum deliberativo, mettere in discussione via mail e a posteriori le poche decisioni faticosamente assunte.

Questo penalizza tutte/i: sia chi è stato eletto nella RSU sia, ancora di più, il personale Unibo, che avrebbe diritto a partecipare alle decisioni attraverso assemblee e referendum che la RSU potrebbe convocare.

Il risultato è semplice: meno partecipazione, meno confronto e più spazio a decisioni prese contro chi lavora, sia dal datore di lavoro sia da chi sostiene questa dinamica. Lo ribadiamo spesso (vedi qui e qui), è un dato di realtà!

Anche la calendarizzazione viene disattesa

Nella riunione RSU del 23 febbraio, si era discusso per oltre un’ora della calendarizzazione delle sedute: avevamo programmato le plenarie 2 volte al mese fino a fine luglio, un successo inimmaginabile!

È stato tuttavia un fuoco di paglia: nel giro di poche sedute, siamo di nuovo all’inattività più totale. Eppure ci sarebbe stato molto da dire visto che una delle poche cose deliberate nelle sedute virtuose (la richiesta di esonero dalla prova preselettiva per il concorso portinerie) era stata respinta dal datore di lavoro.
Reazioni della RSU a questa chiusura? Non pervenute.

Conseguenze concrete che ricadono su tutte/i!

Dove c’è collaborazione tra sindacati si può ottenere molto anche a livello di contrattazione decentrata: basti pensare all’accordo sul salario accessorio nel Comune di Bologna, dove, dopo mesi di mobilitazioni e confronto, si è raggiunto un incremento progressivo del fondo accessorio di oltre un terzo, quasi 6 milioni di euro entro il 2028.

Noi siamo convinti che la partecipazione sia l’unica strada per migliorare e che le idee migliori nascano sempre dal confronto e dalla collaborazione di tutte e tutti.

A questo si aggiunge un monito dell’ARAN: “La contrattazione integrativa si basa su due soggetti complementari, non alternativi: la RSU, rappresentanza locale elettiva, e le OO.SS. firmatarie del CCNL, che garantiscono il collegamento con il livello nazionale. Ignorare sistematicamente il consenso di uno dei due rischia di snaturare l’equilibrio previsto dai contratti, riducendo la ricerca del consenso a una mera formalità”.

Può sembrare paradossale, ma ARAN sembra sapere meglio di alcuni sindacati cosa voglia dire fare rappresentanza!

La nostra idea è quella di una RSU che ascolta, coinvolge e agisce insieme, perché nessuna decisione vale se non passa dal personale che rappresenta.

Ma se la RSU non fa nulla, dovremo mobilitarci noi a partire dallo Sciopero del 29 maggio!

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Postilla: il boicottaggio della RSU in Ateneo non è una situazione una circostanza momentanea, semmai una vera e propria strategia, lo dimostra un nostro comunicato dei primi anni 2000

(clicca qui per leggere il comunicato!)