Le componenti RSU di CUB, UIL e USB, insieme a diversi Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), hanno notificato all’Ateneo una diffida e una formale messa in mora per chiedere il ripristino della corretta applicazione dell’Accordo interno che disciplina lo status e l’attività degli RLS.

Non si tratta di una controversia sulle modalità di utilizzo dei permessi sindacali. È in discussione il rispetto degli accordi d’Ateneo!

L’Accordo sugli RLS, sottoscritto nel 2005, rappresenta l’ultimo accordo ancora vigente firmato anche dalla RSU. Dal 2014, infatti, l’Amministrazione ha sottoscritto gli accordi integrativi esclusivamente con le organizzazioni sindacali rappresentative, senza la firma della RSU. Una recente delibera dell’ARAN ha peraltro ribadito che la contrattazione integrativa richiede la partecipazione della RSU, confermando le criticità di un modello che da anni ne esclude il ruolo.

Proprio per questo assume un valore ancora maggiore la deliberazione unanime della RSU del 6 giugno 2025, con la quale è stato confermato integralmente l’impianto dell’Accordo sugli RLS, chiedendo soltanto l’aumento del numero dei rappresentanti e del monte ore complessivo in relazione alla crescita del personale, senza modificare in alcun modo le regole che ne disciplinano l’utilizzo.

Nonostante ciò, l’Ateneo ha introdotto unilateralmente nuove modalità di gestione dei permessi RLS, fondate su limiti individuali annui che l’Accordo non prevede, disattendendo di fatto sia il testo dell’Accordo sia la successiva e unanime volontà espressa dalla RSU.

Il problema riguarda tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori dell’Ateneo: il rispetto degli accordi è la condizione essenziale perché le relazioni sindacali abbiano un significato concreto.

Un sistema di relazioni sindacali può funzionare solo se gli accordi vengono rispettati. Se, invece, un’Amministrazione può disattenderli o reinterpretarli unilateralmente, la contrattazione perde di significato e il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori viene inevitabilmente indebolito.

Per questo abbiamo ritenuto necessario ricorrere alla diffida, chiedendo il ripristino dell’Accordo vigente e riservandoci ogni ulteriore iniziativa a tutela delle prerogative sindacali e della funzione degli RLS.

Per noi è più che mai urgente ricondurre le relazioni sindacali a un modello che restituisca centralità alla partecipazione democratica dei lavoratori, al ruolo della RSU e al rispetto degli accordi sindacali.