C’è un modo molto semplice per valutare la qualità di un servizio di pulizia: attraversare gli edifici dell’Università. Non servono ispezioni straordinarie o relazioni tecniche. Basta osservare i pavimenti, i corridoi, i bagni, i cortili. Gli studenti, quando le aule sono piene, si siedono anche per terra. A volte è proprio rialzandosi che ci si accorge di quanto un edificio sia davvero pulito.

Come CUB raccogliamo da anni le segnalazioni di colleghe e colleghi e, durante i sopralluoghi svolti come RLS (rappresentanti lavoratori per la sicurezza), osserviamo direttamente le condizioni degli ambienti di lavoro. Non cerchiamo episodi da denunciare. Per noi un sopralluogo non serve soltanto a verificare. Serve a capire. Cerchiamo di capire ciò che accade ogni giorno a migliaia di persone nei luoghi di lavoro e di studio.

Già nel gennaio 2022, all’inizio del mandato dell’attuale Governance, come RLS CUB avevamo inviato una mail al Rettore, alla Prorettrice Vicaria e al Direttore Generale, segnalando che il numero degli addetti dell’appalto e i tempi assegnati rendevano sempre più difficile garantire gli standard previsti dal capitolato. Come RLS chiedevamo una misura molto semplice: rendere più continuativo ed efficace l’affiancamento dei referenti d’Ateneo agli operatori della ditta esterna per verificare sul campo le criticità e i possibili miglioramenti.

Quella proposta nasceva da una convinzione che continuiamo a condividere: il problema non sono le lavoratrici e i lavoratori in appalto. A loro vengono affidati sempre più edifici, grandi e complessi, con tempi di esecuzione spesso incompatibili con la qualità del servizio richiesta. Se il servizio non raggiunge gli standard attesi, la soluzione non è chiedere di più a chi già in molti casi lavora al limite, ma capire come il servizio viene progettato, organizzato e verificato.

Da allora l’organizzazione dell’Ateneo è cambiata. I referenti d’Ateneo che seguivano direttamente le singole strutture sono stati eliminati e l’appalto delle pulizie è proseguito attraverso diverse proroghe, fino al recente contratto ponte, mentre il nuovo capitolato è ancora in fase di predisposizione.

Prestazioni… cestinate 

Il contratto ponte (maggio 2026) ha già ridotto alcune prestazioni ordinarie rispetto al precedente appalto. Negli uffici, ad esempio, sono diminuite le frequenze di spazzatura e lavaggio dei pavimenti, la spolveratura e lo svuotamento dei cestini (solo una volta a settimana e non più due), mentre lo standard previsto per aule didattiche, bagni e corridoi sembrerebbe invariato.

Nel frattempo, continuano ad arrivare segnalazioni persino dagli stessi lavoratori dell’appalto: ad esempio, in alcuni spazi mancherebbe la carta nei servizi igienici e in altri, dopo la rimozione dei posacenere, i cortili sono ormai ricoperti di mozziconi. Segnali di una tendenza al ribasso degli standard minimi.

Senza contare che nei distretti universitari manca la raccolta dell’organico a causa di un blocco burocratico tra ente gestore dello smaltimento rifiuti, Ateneo e ditta di pulizie. Il mancato accordo sul trasferimento dei sacchi ai cassonetti esterni, oltre a contraddire gli obiettivi di sostenibilità di Unibo, adesso con la nuova cedenza di svuotamento dei cestini si sentirà ancora di più.

Da anni chiediamo che anche gli RLS partecipino alla predisposizione del capitolato di gara. Non per rivendicare un ruolo, ma perché chi frequenta quotidianamente gli edifici conosce criticità che difficilmente emergono leggendo tabelle o schede prestazionali. 

Ogni appalto è fatto di prestazioni, frequenze e costi. Ma anche di conoscenza dei luoghi. Per questo riteniamo che il patrimonio di conoscenze presente in Ateneo (quelle di tutte/i, non solo degli RLS) dovrebbe essere valorizzato sia nella progettazione del capitolato sia nella vigilanza sul servizio.

Riteniamo più che mai necessario ripristinare un presidio stabile, attraverso referenti territoriali o di edificio che conoscano direttamente le strutture, raccolgano le segnalazioni e dispongano gli interventi straordinari quando necessari. 

Ci chiediamo quindi perché la progettazione del nuovo capitolato sia stata affidata a una società esterna (costo 70 mila euro più IVA), anziché coinvolgere a chi conosce direttamente il funzionamento dell’Ateneo e le esigenze del servizio.
Siamo forse alle porte di un nuovo MedioEvo (leggi qui)? 

Il nuovo capitolato rappresenta un’occasione importante. Ma per migliorare il servizio non basta riscrivere le prestazioni previste dal contratto: occorre rafforzare anche la capacità dell’Ateneo di progettarle, seguirle, verificarle e governarle.

Attenzione: piovono decisioni!

Il tema delle pulizie non può essere separato da quello degli organici. Come abbiamo già evidenziato (vedi link), anche ATES dovrà affrontare un rilevante turn-over (al 30% e non al 75% come previsto dalle norme), con il rischio di perdere competenze proprio mentre è chiamata a seguire manutenzioni, cantieri e alcuni dei principali servizi esternalizzati dell’Ateneo.

Nei prossimi mesi l’Università dovrà inoltre affrontare anche il nuovo appalto del portierato e gli sviluppi della vicenda relativa al contratto di manutenzione (vedi link).

Servizi diversi, ma accomunati dalla stessa esigenza: progettare bene, vigilare con continuità e migliorare gli standard attuali.

Ricordiamo che per il portierato era stato annunciato un confronto preventivo sul nuovo capitolato con le organizzazioni sindacali. La gara è stata invece pubblicata senza che quel confronto si svolgesse. Come CUB abbiamo comunque acquisito informazioni e continueremo a seguirne con attenzione gli sviluppi.

Noi continuiamo a essere convinti che la partecipazione di tutte/i sia il vero valore aggiunto per l’intera comunità universitaria.

Un capitolato è indispensabile. Ma nessun capitolato sostituisce la presenza reale nei luoghi di lavoro.