Le criticità emerse confermano le osservazioni della CUB

Care colleghe e cari colleghi,

in un precedente comunicato vi abbiamo raccontato che con il nuovo sistema di valutazione individuale in Ateneo verranno introdotti anche stipendi-premio legati alla valutazione. Questo cambierà il modo in cui verrà distribuito il salario accessorio e potrà avere effetti diretti sul personale tecnico-amministrativo.

Prendiamo atto della risposta delle RSU CGIL, che scelgono curiosamente di rispondere a CUB dopo aver dichiarato di non farlo mai (vedi immagine!).

Segnaliamo a colleghe/i che è di certo vero che la valutazione individuale nasce dalla cosiddetta “legge Brunetta” ed è altrettanto vero che quella norma non è mai stata applicata in Ateneo quando era vigente. Dunque, la questione secondo noi non è rivendicare il passato, ma discutere il presente: come mai proprio ora che la norma è stata in gran parte abrogata, la valutazione individuale porterà stipendi-premio anche in Unibo?

È importante chiarire che la parte vigente della Brunetta prevede la valutazione individuale per tutte/i, ma con questa differenza:

– per chi ha incarichi di responsabilità la valutazione incide sull’indennità di responsabilità;

– per chi non ha incarichi di responsabilità la valutazione non incide direttamente sul salario.

L’applicazione degli stipendi-premio non è dunque automatica, ma dipende dal CCNL e viene attuata internamente da chi se ne vuole occupare. Del resto, le modalità di applicazione, i pesi attribuiti alla performance individuale e gli effetti retributivi non sono imposti dalla legge, ma sono frutto di scelte e accordi sottoscritti in sede di contrattazione aziendale.

Colpisce che le criticità tecniche e interpretative non siano state sollevate al tavolo sindacale quando si discuteva del nuovo impianto complessivo e delle sue ricadute ma siano invece riconosciute da alcuni solo dopo l’avvio della formazione ai responsabili: quelli stessi incontri che, secondo qualcuno, sarebbero stati con tutto “il personale” mentre, appunto, hanno coinvolto solo i titolari di incarico.

La CUB ha posto fin dall’inizio una questione chiara: il collegamento tra valutazione individuale e salario accessorio apre un terreno delicato, soprattutto per chi non ha incarichi di responsabilità, che vedrebbe fino al 90% del proprio punteggio legato a comportamenti valutati in modo discrezionale. Adesso, c’è di più ed è una cattiva notizia: alla valutazione sarà correlato uno stipendio-premio.

In particolare, alle/ai colleghe/i CGIL segnaliamo che le difficoltà emerse negli incontri con i responsabili dimostrano che quelle della CUB non erano polemiche, ma nodi reali: non è una gara a chi rivendica di più ma una discussione su come tutelare equità salariale, trasparenza e diritti. Se a questa discussione loro non partecipano da anni, poco possiamo fare se non ribadire la nostra disponibilità ad un confronto in plenaria RSU.

Quanto ai risultati, la CUB rivendica una cosa semplice: evidenziare con chiarezza le criticità, anche quando è scomodo per alcuni, così da arrivare a soluzioni nell’interesse di tutte e tutti.

Da che parte stare? Affrontare la realtà e tutelare concretamente diritti e trasparenza, o limitarsi a una rappresentazione simbolica?

Noi sappiamo che la nostra azione costante e la comunicazione diretta con il personale contribuiscono a costruire consapevolezza e sostegno concreto, passo dopo passo.