Segnaliamo a tutte e a tutti un passaggio di estrema gravità che segna un’ulteriore, pesante accelerazione nel processo di subalternità della ricerca scientifica pubblica alle logiche di riarmo e di profitto industriale.

Mentre nelle aule, negli uffici e nei laboratori si affrontano i tagli strutturali al FFO, la precarietà dilagante di ricercatrici e ricercatori e il definanziamento del diritto allo studio, la Ministra dell’Università Anna Maria Bernini e il Ministro della Difesa Guido Crosetto in data 20 ottobre 2026 hanno formalizzato un vero e proprio “manifesto d’intenti” con i vertici dello Stato Maggiore della Difesa e i colossi della produzione bellica nazionale ed europea — tra cui Leonardo, Fincantieri, MBDA e Rheinmetall.

L’intesa, stretta a margine del Forum sul defence procurement, mira a strutturare una collaborazione permanente tra Atenei (tra cui Politecnico di Torino, Cattolica e LUISS) e industria bellica, mascherando con il concetto patinato di “cultura della sicurezza” quello che è a tutti gli effetti un asservimento ideologico, didattico e scientifico alla filiera bellica.

Come CUB SUR riteniamo concettualmente e metodologicamente inaccettabile questo ulteriore tentativo di perimetrare e indirizzare la libertà della ricerca scientifica e della didattica – principi garantiti dall’Articolo 33 della nostra Costituzione – verso settori di sviluppo dual-use, ciber-bellici e di procurement militare.

Risulta del tutto pretestuoso e privo di fondamento sostenere che la cooperazione con i mercanti d’armi rappresenti un’opportunità di sviluppo per il Paese: si tratta di un’acrobazia retorica sterile, intesa unicamente a sdoganare l’ingresso dei privati e dei comandi militari negli organi accademici, depauperando la funzione sociale e democratica del sapere pubblico.

Sfruttare le legittime preoccupazioni sul contesto geopolitico globale per trasformare l’Università in un hub di addestramento e ricerca per l’industria degli armamenti costituisce un atto di gravità inaudita, lesivo della trasparenza, dell’etica e della dignità dell’istituzione universitaria.

La CUB SUR ribadisce:

  • il no netto a qualsiasi forma di militarizzazione della ricerca e della didattica
  • la richiesta di rescissione di tutti gli “Accordi marci” e blocco di ogni accordo di collaborazione tra Atenei pubblici, Ministero della Difesa e aziende della filiera bellica
  • la difesa della libertà scientifica, della pace e di una ricerca pubblica realmente orientata al benessere sociale, ai diritti e alla sostenibilità.

Invitiamo l’intera comunità accademica a respingere con forza questa deriva bellica e a mobilitarsi nei luoghi di lavoro.

Per dire no al governo delle armi, dei tagli e della subalternità della ricerca, la CUB SUR chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori della scuola, dell’università e della ricerca ad aderire allo sciopero del 30 ottobre!

CUB SCUOLA UNIVERSITA’ RICERCA

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Nota tecnica: In merito allo sciopero indetto ai sensi della Legge n. 146/1990 in adesione alla prima proclamazione USI — con la partecipazione per la CUB delle categorie Scuola Università e Ricerca, Sanità, Pubblico Impiego, FLM Uniti e Cub ALLCA — pur prendendo atto che i vincoli normativi sulla franchigia per Ognissanti impediscono di fatto al settore dei trasporti di prendervi parte, riteniamo ingiusta e inaccettabile questa limitazione; nel confermare la le ragioni di lotta per tutti gli altri comparti CUB qui citati, ribadiamo la nostra contrarietà a queste imposizioni e alla Legge 146 stessa, di cui rivendichiamo l’abolizione.