Breve ratio dell’istituto e destinatari

Al fine di scongiurare il più possibile l’affidamento all’esterno delle procedure di gara, o di segmenti di esse, già a partire dalla Legge Merloni sono stati istituiti alcuni specifici incentivi per chi opera negli appalti.
Si tratta di somme che, in base alle norme che si sono nel tempo succedute, devono essere predeterminate e stanziante al momento dell’attivazione di ogni singola procedura di gara oggetto di incentivazione, per poi essere direttamente destinate alle professionalità interne che assicurano lo svolgimento delle procedure.

Come arriviamo a oggi?

Nel gennaio del 2021 CGIL, CISL e UIL hanno sottoscritto un Accordo integrativo locale che, oltre a delineare il riparto da applicare alle somme derivanti dalle procedure di gara già concluse, ha individuato – in via sperimentare – il riparto applicabile in Ateneo.

CUB ha fortemente contrastato quell’Accordo in particolare per due motivi:

– risultava poco chiaro come sarebbe stato applicato il riparto alle procedure pregresse, ovvero chi sarebbe stato incentivato e soprattutto per quali attività;

– perché il riparto, individuato tramite l’Accordo, accentrava fortemente nella figura del RUP l’erogazione degli incentivi, lasciando poche briciole a coloro che quotidianamente “mandano avanti” le procedure in Ateneo. Esattamente come accade nel riparto del nostro fondo accessorio del quale riparleremo a breve…

Quali le buone notizie

Grazie al lavoro condotto da colleghe/i delle aree interessate è stata finalmente proposta una rideterminazione dei riparti più attenta a valorizzare l’impegno di chi lavora.

Da notare che il gruppo di lavoro è stato attivato dall’Amministrazione e il merito delle determinazioni assunte è di chi ha partecipato (e non di taluni sindacati da sempre abituati ad intestarsi meriti che non anno. Ricordate per esempio il caso del bonus bollette?)

Entrando nel merito del riparto proposto, CUB ha comunque chiesto una maggiore valorizzazione di coloro che predispongono gli atti di gara, sia nell’ambito degli appalti di lavori che di forniture/servizi.

Tra le novità principali, una maggiore trasparenza:

– sia nella predeterminazione delle attività assegnate ad ognuno all’avvio di ogni procedura (chi fa cosa)

– sia in termini di maggior coerenza tra le attività concretamente svolte e l’effettiva attribuzione degli incentivi (caso classico del “cambio di programma” che comporta una nuova allocazione del lavoro).

Oltre a questo, finalmente:

– sarà esteso il novero delle procedure incentivate fino a ricomprendere anche quelle “senza gara”, ovvero quelle che sono sostanzialmente comparative o che comunque prevedono un confronto concorrenziale informale (= ogni affidamento diretto/procedura negoziata di appalti e concessioni);

– saranno ampliate le forme di riconoscimento che, attraverso gli incentivi tecnici, sono attribuite a colleghe/i che lavorano nell’ambito degli appalti per l’acquisto di forniture e servizi, senza alcun limite/soglia.

Cosa non si potrà più avere?

Nonostante gli incentivi tecnici siano stati definiti come un “diritto che nasce direttamente dalla legge”, non potranno essere incentivate le procedure escluse dell’Accordo locale svolte prima dell’introduzione del nuovo codice appalti, malgrado – in base alla giurisprudenza – esse potevano (anzi, dovevano) essere incentivate.
I dirigenti chiamati in trattativa hanno purtroppo confermato che l’obbligo di imputazione preventiva degli incentivi nell’ambito della spesa corrente del personale non si può superare.
Insomma: quel che non è stato attribuito è andato perso…

Anche per questo motivo, CUB nell’ambito della precedente trattativa aveva chiesto di valutare tutta la disciplina dell’Accordo, compresi i riparti, come sperimentale, prevedendo una specifica clausola volta alla riattivazione dei tavoli sindacali sull’argomento entro il primo semestre del 2021.

Da allora CUB è sempre stata sola nel sollecitare l’apertura di una nuova trattativa e solo ora, grazie al nuovo codice appalti, la nostra richiesta si è potuta imporre come richiesta tecnica – e non come richiesta politica di una sola parte.

Come mai i sottoscrittori dell’Accordo locale (CGIL, CISL e UIL) non hanno chiesto con noi la riconvocazione del tavolo di trattativa?

Lassismo?

Ci basta sapere che, oltre a ringraziare il Datore di lavoro che non ha stanziato i fondi, vanno ringraziati CGIL, CISL e UIL per i risparmi di spesa lasciati a bilancio, tolti – direttamente – a colleghe/i.

Spunti di riflessione

Come CUB vogliamo ribadire che è assolutamente necessario:

mettere in trasparenza l’utilizzo delle risorse finanziarie destinate all’acquisto dei beni, tecnologie e ad attività formative (20% del complessivo stanziamento per ogni procedura). Si tratta di risorse appositamente previste per favorire la crescita professionale di chi lavora negli appalti e per agevolarne le attività quotidiane.

– individuare degli strumenti idonei a monitorare l’esecuzione dei contratti di servizio (es. quelli per le pulizie): chi non segnala le irregolarità (o non attiva le eventuali clausole di recesso) non può e non deve più essere incentivato.

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