Quando si parla di incarichi, responsabilità e indennità, il rischio è pensare che si tratti di una questione riservata solo a chi oggi ricopre un ruolo gerarchico. Non è così.

Dietro parole apparentemente tecniche si nasconde una domanda fondamentale che riguarda tutte e tutti noi: come vogliamo organizzare il lavoro nel nostro Ateneo?

Un’organizzazione funziona davvero solo quando:

  • le responsabilità sono chiare a tutti;
  • le possibilità di crescita professionale sono reali e accessibili;
  • il lavoro aggiuntivo viene riconosciuto in modo trasparente;
  • si azzera la discrezionalità e la logica delle “conoscenze personali”.

Un sistema vecchio che non regge più

Da anni chiediamo all’Ateneo di avviare una revisione complessiva della disciplina di conferimento e rinnovo degli incarichi.
Quello attuale, costruito a fine 2012, oggi non regge più.

Per anni si sono accumulate interpretazioni, deroghe e soluzioni temporanee che hanno reso il quadro sempre più opaco e frammentato.

Una parte delle regole ha subito modifiche con l’introduzione dei bandi per specifici incarichi, spinta dalle nuove linee guida sulla mobilità interna (ne avevamo parlato qui!)

Allora la mobilità fu usata come espediente per introdurre qualche elemento di pubblicità e trasparenza, senza però mai affrontare il problema alla radice.

Una soluzione che ha finito per creare due discipline parallele.
Gli incarichi conferiti prima di luglio 2024 sono regolati dalle vecchie norme del 2012.
Gli incarichi conferiti successivamente seguono le nuove linee guida e i nuovi bandi.

Una risposta parziale nata perché il datore di lavoro non era disponibile ad aprire una revisione complessiva delle modalità di conferimento e rinnovo degli incarichi.
Una risposta temporanea perché gli incarichi non possono essere regolati attraverso discipline frammentate, deroghe e soluzioni nate per altri scopi.

Cosa sta cambiando?

A partire dalla scorsa primavera si sono svolti alcuni incontri di confronto e contrattazione sulle responsabilità organizzative.

Chiariamo subito un punto: modificare la disciplina di conferimento e rinnovo degli incarichi è in primis un’esigenza datoriale!
La vera urgenza rilevata dall’Ateneo riguarda, guarda caso, soprattutto l’aumento delle indennità individuali.

Anche per noi un intervento organico è indispensabile e non più rinviabile. Ma prima di discutere di cifre, serve chiarire quale organizzazione vogliamo costruire.

Pretendiamo un sistema chiaro, comprensibile e uguale per tutte le persone che lavorano in Ateneo.

La contrattazione economica non può diventare il punto di arrivo di un percorso organizzativo ancora irrisolto: prima devono essere definiti in modo chiaro ruoli, responsabilità, criteri e assetto complessivo degli incarichi. Solo a quel punto sarà per noi possibile discutere consapevolmente di indennità e della loro graduazione.
In altre parole, non riteniamo utile arrivare alla contrattazione delle indennità finché l’impianto organizzativo non sarà stato definito in modo soddisfacente.

In un prossimo comunicato invieremo le proposte che abbiamo costruito anche grazie al vostro contributo.