Come CUB Bologna nella mattinata di ieri abbiamo partecipato al corteo nazionale promosso dalla Confederazione Unitaria di Base a Milano contro i licenziamenti discriminatori e ritorsivi che hanno coinvolto alcuni dirigenti e delegati CUB che da anni denunciavano sfruttamento e irregolarità nei propri posti di lavoro.

Ci siamo uniti altre migliaia di persone (circa 4.000 presenti) per ribadire con fermezza che la voce dei lavoratori non si licenzia e per difendere la libertà d’azione sindacale nei posti di lavoro.

Un corteo partecipato che ha attraversato le strade del centro di Milano passando di fronte ad alcuni luoghi simbolo dei recenti avvenimenti come:
– la GKSD in via del Senato, società del Gruppo San Donato, che recentemente ha licenziato la coordinatrice RSU e dirigente CUB Margherita Napolitano (leggi qui!);
– ⁠il Teatro alla Scala dove durante il periodo delle manifestazioni in solidarietà al popolo palestinese, una maschera fu licenziata per aver gridato << Free Palestine>>;
– ⁠Piazza affari, vicino alla sede di TIM che ha recentemente licenziato il segretario nazionale della FLMUniti CUB Simone Vivoli per aver promosso diverse vertenze legali e mobilitazioni intersindacali, tanto che l’azienda, come atto intimidatorio, è arrivata persino a licenziarlo due volte di fila.

Nel corso della manifestazione è
stata ribadita la solidarietà a Delio Fantasia operaio Stellantis presso lo stabilimento di Cassino e segretario della FLMUniti CUB di Frosinone, licenziato due anni fa. Delio aveva osato contestare il disimpegno di Stellantis nel nostro Paese, quando ancora nessuno osava farlo: l’azienda, dopo aver ottenuto continui aiuti di Stato (fin dagli anni FIAT), non ha mai rispettato i piani occupazionali e di investimento, iniziando a smantellare poco alla volta gli stabilimenti in tutta Italia.

L’attacco padronale ai diritti continua incessantemente attraverso ricatti, precarietà/flessibilità, vincoli di fedeltà aziendale ecc.. che fanno peggiorare le condizioni di vita e di lavoro a vantaggio esclusivo del profitto privato, complice una contrattazione sindacale al ribasso operata dai principali sindacati confederali.

Queste condizioni non si riversano solo su chi lavora, ma quando toccano servizi e diritti essenziali come la sanità, a farne le spese è la collettività tutta, a vantaggio di pochi.

Non ci stupisce dunque che a fronte di questa tendenza, ancora di più in un momento di crisi economica e frammentazione sociale, si tenti di colpire chi, nei posti di lavoro non è disposto a chinare la testa e continua a battersi con impegno e costanza per difendere e rivendicare migliori condizioni economiche e lavorative.

I padroni sanno bene da che parte stare, a noi il compito di organizzarci e continuare a lottare uniti per difendere i nostri interessi.

I licenziamenti ritorsivi subiti dai/dalle delegat* della CUB sono un attacco a tutte/i.

Oggi, come ieri, la lotta e la solidarietà rappresenta l’unica risposta a questa deriva!

MARGHERITA, DELIO E SIMONE VANNO REINTEGRATI SUBITO!

E PER QUESTO LA CUB PROMUOVE UNA NUOVA VERTENZA NAZIONALE (e non un referendum) CONTRO I LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI! UNA VERTENZA STRETTAMENTE LEGATA ALLE RIVENDICAZIONI SUL SALARIO MINIMO, SULLA DIMINUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO, SULLA PREVENZIONE E SICUREZZA E ALLE LOTTE CONTRO IL RIARMO E LA PRECARIETÀ DI VITA.

LA VOCE DEI LAVORATORI NON SI LICENZIA!