Abbiamo chiesto ufficialmente all’Ateneo di comunicare in modo trasparente a tutto il personale le modalità alternative per attivare l’Autenticazione a più fattori (MFA) senza dovere per forza utilizzare dispositivi privati o credenziali personali (SPID/CIE).
Nessuna risposta, nessun chiarimento ufficiale.
Ma una soluzione esiste e vi invitiamo a usarla!
Se non intendete regalare i vostri dati personali né mettere a disposizione i vostri telefoni privati per lavorare, è necessario scrivere a assistenza.cesia@unibo.it chiedendo le modalità alternative.
Vi sarà fissato un breve appuntamento TEAMS per:
– installare sul vostro PC un’applicazione per la ricezione dei codici MFA;
– superare la fase di autenticazione tramite SPID o CIE personale.
La fretta da regime e il metodo assurdo
L’invenzione dell’obbligo “tassativo” con una data di scadenza perentoria è servita esclusivamente a creare un clima di urgenza artificiale per indurci ad adempiere con mezzi privati, sanando così le carenze organizzative dell’Ateneo.
Non è assolutamente normale che debba essere il/la dipendente a muoversi per “chiedere per favore” ciò che l’Ateneo avrebbe dovuto garantire di default a tutti/e.
E a chi non vorrà o non potrà farlo – magari perché “caso dei casi” non leggerà questa mail – diciamo chiaramente: state tranquilli, non sarete soli e non avrete problemi.
Se l’Ateneo pensa di usare la “clava del 10 settembre” contro chi non si piega, finirà solo per confezionarsi un perfetto autogol… trovandosi in un cortocircuito che si è fabbricato interamente da solo.
Basti dire che la procedura alternativa si svolge su TEAMS ma da domani – se resta la scadenza tassativa – a TEAMS non si potrà più accedere!
Per tutte queste ragioni, torniamo a chiederlo chiaramente e a gran voce all’Ateneo: la scadenza imposta va cancellata o, quanto meno, ampiamente posticipata.
Concedere la proroga subito è il minimo atto di rispetto e trasparenza dovuto a chi lavora.
