Nell’ambito di un recente incontro di trattativa sindacale la ns coordinatrice ha svolto un approfondito intervento in merito alla valutazione del personale. I toni erano quelli normali di una trattativa sindacale e non particolarmente accesi; e in particolare l’intervento voleva evidenziare come in Unibo siano presenti disfunzioni organizzative che generano difficoltà concrete nel lavoro quotidiano, e come queste difficoltà producano situazioni di forte disagio tra il personale, che in certi contesti non riesce a far fronte a carichi di lavoro insostenibili. Cose che sappiamo bene, ma che andavano ribadite.

Invece di rispondere in modo costruttivo, la DG ha voluto a quel punto manifestare il proprio pensiero sostenendo che nell’ambito dell’Offerta Formativa di Ateneo, esistono anche altri casi in cui le persone non svolgerebbero attività lavorativa perché ‘vanno in giro’.

Dobbiamo qui chiarire un punto: il settore “Offerta Formativa”, composto da 10 persone, è quello in cui è impiegata la ns coordinatrice, cosa ben nota alla DG. Come è giusto e dovuto, la nostra coordinatrice, in qualità di RSU e RLS, gode di permessi sindacali. Tali permessi le consentono di effettuare attività nei due ambiti, tra cui sopralluoghi nei vari edifici e per la verifica delle reali condizioni di lavoro e sicurezza, comprese le situazioni legate ai casi di stress lavoro correlato, cioè proprio quelle più fortemente richiamate nell’intervento!

Poiché non ci sono altre persone nel settore Offerta Formativa che godano di prerogative e permessi di tal tipo, è difficile sfuggire al pensiero che le parole della DG costituissero un attacco mirato alla ns coordinatrice. Il seguente imbarazzo di alcuni componenti della delegazione di parte pubblica, e la poco convincente smentita della DG fanno pensare ad un’affermazione scaturita dalla difficoltà di replicare a osservazioni puntuali, concrete e misurabili.

Gli attacchi rivolti alla coordinatrice CUB non sono da rubricarsi a questione personale, ma sono da considerarsi un attacco alla sua funzione di portavoce del sindacato, e mettono a nudo quanto già supponevamo, e cioè che per una parte della nostra amministrazione la funzione di rappresentanza del personale e la possibilità di verificare le situazioni di sicurezza sono da considerarsi manifestazione di “andare in giro”!

Noi invece rivendichiamo la funzione, riconosciuta per legge, di questo “andare in giro”: un sindacato che non utilizza la prerogativa di “andare in giro” non sta facendo il suo “lavoro”. E vogliamo vedere una svolta, da parte di questa amministrazione, nel senso del rispetto del ruolo del sindacato e dei/delle sindacaliste. Sarà l’anno buono? Noi non smetteremo di “sbattere” sui tavoli di trattativa le reali problematiche del personale.