I nodi vengono sempre al pettine…

Abbiamo parlato delle novità “in sperimentazione” nell’ambito della valutazione del personale in alcuni precedenti comunicati (leggi qui!).

Adesso che ai responsabili è stato chiesto di definire e validare indicatori e target operativi, è chiaro a tutte/i che il quadro attuale presenta criticità importanti. Infatti, il PIAO richiede coerenza tra pianificazione, organizzazione e responsabilità individuali: per chi non ha incarico, la valutazione degli obiettivi non può essere modificata prima della definizione del CCIL 2026; per chi è titolare di un incarico di responsabilità, invece, la valutazione dovrebbe procedere normalmente, senza alcuna novità.

Va evidenziato che, dal punto di vista sindacale, la definizione degli obiettivi costituisce un segmento essenziale del ciclo della performance e, quando è collegata a sistemi premiali e a salario accessorio, rientra pienamente tra le materie riservate alla contrattazione integrativa ai sensi del CCNL.

Le criticità sindacali sono perlomeno 2:

  • l’avvio della formazione applicativa prima della definizione sindacale produce un effetto di consolidamento dell’impianto, riducendo il confronto sindacale a un passaggio meramente formale;
  • la trattativa sindacale si svuota di contenuto, riducendo il confronto a mera ratifica ex post.

Chiamarla “sperimentazione” non cambia la sostanza se comporta effetti economici che incidono sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per non tacere il fatto che gli obiettivi sono definiti dall’alto e alcuni responsabili nemmeno riescono a ricondurre le attività di lavoro di tutte e tutti a quegli stessi obiettivi.

Ma sul tema del verticismo il dibattito sembra spesso un monologo solo nostro…

La situazione è ormai consolidata: è la logica della rana bollita, con cambiamenti introdotti poco alla volta e presentati come passaggi tecnici o “sperimentali”. Come osservava qualcuno: “è difficile far capire qualcosa a chi guadagna dal non voler capire”. Abbiamo già detto: in questo contesto, i confederali danzano al ritmo del datore di lavoro, e il datore di lavoro danza al ritmo dei confederali.

E per questo continuiamo a porre pubblicamente questi nodi: riguardano direttamente organizzazione del lavoro, salario accessorio e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori

Come CUB ribadiamo:

  • il Personale non deve essere valutato individualmente senza possibilità reale di incidere sull’organizzazione;
  • la valutazione deve includere strumenti “dal basso” e deve essere impugnabile;
  • il sistema deve essere trasparente nei criteri e negli effetti e, soprattutto, va assolutamente esclusa qualsiasi ricaduta sugli stipendi.

Su questo abbiamo chiesto un incontro alla RSU!! Vi terremo aggiornati!