Dopo oltre 1 anno di caos, finalmente la scorsa settimana c’è stato un altro incontro sul sistema EVO: abbiamo nuovamente portato tutte le vostre/nostre segnalazioni e detto chiaro e tondo che non se ne può più.
Un esponente CISL (quasi un decano RSU) ha detto chiaramente che l’incontro è stato, ancora una volta, un dialogo tra sordi.

Il datore di lavoro ha infatti annunciato solo iniziative formative, nulla che alleggerisca chi ogni giorno deve gestire cartellini, malfunzionamenti e scadenze contrattuali sempre più ravvicinate.

Siamo stati accusati di amplificare le tensioni tramite i nostri comunicati e a parere del datore di lavoro il nostro sindacato “prende di mira” (semicit.) chi lavora sugli aggiornamenti EVO.
In realtà è tutto il contrario: abbiamo più volte detto e scritto che non tutti possono essere esperti del programma e del contratto e richiesto, addirittura, un riconoscimento proprio per chi è stato travolto da questo EVO: una lettera di encomio a firma del Rettore o incentivi specifici, qualsiasi cosa purché qualcosa sia fatto per premiare l’impegno straordinario di APOS, CESIA e referenti Tempus.

Non si sarebbe dovuti arrivare a questo punto e, intanto, il confronto continua a non produrre soluzioni concrete.

La sperimentazione doveva rimanere limitata alle aree di APOS e CESIA per un tempo adeguato alla reale messa a regime. Estendere il programma a tutto l’Ateneo da gennaio 2025 è stato un gravissimo errore: troppe ore perse nell’aggiustare le timbrature, troppo stress e troppa confusione.
In più, siccome inizialmente non era un problema avere giornate aperte, solo a novembre è stato richiesto all’improvviso di chiudere tutti i cartellini; con il risultato che ora è davvero difficile sistemare le timbrature. Dopo tanti mesi, come ci si può ricordare tutto?!

Abbiamo chiarito anche la nostra richiesta di sanatoria: i disallineamenti ore/ferie non devono far perdere ore né creare pressioni sulle ferie arretrate.

In generale, crediamo che il tema giuridico sia chiaro: è il datore di lavoro a dover garantire la registrazione e la coerenza delle timbrature! Non sono certo i dipendenti a doversi “aggiustare da soli” i cartellini!!!

Un programma di gestione delle presenze deve fare quello che deve: registrare e mettere a disposizione ore, permessi e ferie. E serve assistenza reale!

Quindi di nuovo chiediamo:

  1. una sanatoria immediata sui disallineamenti di ore e ferie, senza penalizzazioni sulle ore né pressioni sulle ferie arretrate;
  2. un limite massimo di cartellini gestibili per evitare sovraccarichi strutturali (max 30/40);
  3. assistenza tecnica e organizzativa stabile, non solo formazione teorica;
  4. un riconoscimento formale per il lavoro straordinario svolto da APOS, CESIA e referenti Tempus.

Solo così chi lavora su EVO potrà svolgere il proprio ruolo senza essere travolto.

Solo così l’Ateneo potrà recuperare credibilità.

Dobbiamo per far valere i diritti di tutte/i e responsabilizzare il datore di lavoro: per questo abbiamo chiesto di riconvocare il tavolo sindacale sul tema nonché una riunione RSU.