Non era un caso isolato né un episodio eccezionale.
Quello di Palazzo Hercolani (vedi comunicato) non era il primo episodio, ma parte di una lunga sequenza: dal crollo delle tavelle nella biblioteca di Ingegneria nel 2010, fino al cedimento – e successivo crollo – del soffitto dell’Aula Magna di Psicologia a Cesena il 29 aprile scorso.
Oggi quella sequenza continua…
Dopo il crollo del soffitto a Palazzo Hercolani, avvenuto il 18 agosto mentre un lavoratore era in servizio, si sono verificati altri due crolli in meno di una settimana all’interno degli spazi Unibo.
Il primo la scorsa settimana presso l’aula studio di via Petroni, Bologna
Il secondo presso la palazzina della Viola, in via Filippo Re, Bologna
Ancora una volta, solo per una combinazione fortuita, non si sono trasformati in tragedie. E ancora una volta, ciò che colpisce non è soltanto la gravità dei fatti, ma la gestione: assenza di comunicazioni chiare, mancato coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, decisioni unilaterali.
Come se i crolli fossero eventi marginali. Come se il rischio potesse essere normalizzato.
Questi episodi si inseriscono in un quadro manutentivo gravemente compromesso, che non è il frutto del caso ma di scelte politiche precise. Da molti anni il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo approva bilanci e piani di spesa che non destinano risorse sufficienti alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, rinviando sistematicamente gli interventi necessari. Il risultato è sotto gli occhi di tutte/i: strutture che invecchiano, impianti inadeguati, soffitti che cedono… Una Università a pezzi, figlia del definanziamento costante che il nostro sindacato ha più volte denunciato.
A dimostrazione concreta dello stato di abbandono, in questi giorni abbiamo tutti/e verificato come le strutture universitarie siano attraversate da condizioni di freddo diffuso e inaccettabile, che rendono difficoltose le attività lavorative e didattiche. Ciò conferma, appunto, il mancato adeguamento degli impianti (vedi anche ns comunicato).
Anche di fronte a questa situazione abbiamo tutte/i chiesto interventi immediati…
Ancora una volta, non è arrivata alcuna risposta efficace.
Nulla si muove. Tutto viene normalizzato.
Dopo il crollo di Palazzo Hercolani avevamo promosso un presidio pubblico, che aveva raccolto attenzione e partecipazione da parte di studenti e docenti. In quell’occasione sono emerse preoccupazioni esplicite: l’assenza di scelte chiare sulla sicurezza esporrebbe anche il personale docente a responsabilità improprie, per fatti che dipendono dallo stato degli edifici e dalle decisioni assunte – o, meglio, non assunte – dagli Organi di governo dell’Ateneo.
Per questo motivo, alla luce dei nuovi e ripetuti crolli e di un degrado strutturale che il Magnifico Rettore continua a non affrontare, CUB SUR, tramite le proprie RLS, ha inviato una nuova denuncia, che alleghiamo a questo comunicato (clicca qui per leggere il testo!), indirizzata agli Organi di Vigilanza competenti e all’Ateneo.
Una denuncia necessaria, perché le responsabilità non sono astratte, ma riconducibili a scelte precise.
Non possiamo accettare che la sicurezza venga trattata come una voce sacrificabile di bilancio.
Non possiamo accettare che chi segnala venga ignorato.
Non possiamo accettare che le responsabilità vengano confuse e scaricate verso il basso.
Le richieste restano, oggi più che mai, chiare e non rinviabili:
– sospensione dell’uso degli edifici interessati fino a verifiche strutturali complete,
– finanziamento immediato e adeguato degli interventi manutentivi,
– piena trasparenza sugli eventi e sugli esiti dei controlli,
– aggiornamento urgente del Documento di Valutazione dei Rischi per gli edifici interessati,
– coinvolgimento reale e continuo degli RLS per valutare tutti gli edifici d’Ateneo,
– sanzioni per chi ha omesso informazioni e violato le norme sulla sicurezza.
I crolli non sono fatalità.
Il degrado non è inevitabile.
Il silenzio non è neutralità.
La sicurezza non è negoziabile.
