C’è stato un altro crollo. Sì, un pezzo di soffitto è venuto giù mentre un lavoratore era in servizio in un ufficio al terzo piano di Palazzo Hercolani (Strada Maggiore 45, Bologna), il 18 agosto scorso. Solo per un caso non si è trasformato in un disastro più grave.

Ma quello che fa davvero indignare è come sia stata gestita la cosa: nessuna comunicazione ufficiale, nessun coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), zero trasparenza. Come se non fosse successo nulla. Come se i lavoratori (noi tutte/i) fossero invisibili.

Siamo venuti a saperlo per vie traverse, da terzi esterni all’Ateneo. E purtroppo non è la prima volta: già due anni fa crollò un’altra porzione dello stesso edificio, stesso silenzio. Stessa opacità. Stesso rischio per chi lavora e studia.

Analoghe circostanze sono state più volte ravvisate negli anni, già dal 2010 quando crollarono le tavelle della biblioteca di ingegneria, fino al 29 aprile scorso con il cedimento di parte del soffitto dell’Aula Magna di Psicologia della sede di Cesena, poi completamente crollato in un secondo momento quando non erano più presenti studenti (che erano invece stati tenuti in aula dopo il primo cedimento).
E anche in quel caso, nonostante le nostre insistenti richieste, abbiamo visto comportamenti fatti di silenzio, omissioni, negazione dei fatti, una morale senza bussola che vede le altre persone, gli studenti (figli/e di tutti/e), come dettagli trascurabili rispetto al “fare come viene per il proprio capriccio sovrano”.

Per questi motivi nei giorni scorsi CUB SUR tramite le RLS di sigla ha inviato una denuncia formale all’Ispettorato del Lavoro, alla ASL, ai Vigili del Fuoco e all’Ateneo stesso. Abbiamo chiesto ispezioni, verifiche strutturali, trasparenza e soprattutto sanzioni al datore di lavoro per la mancata informazione ai RLS e per le violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Lo abbiamo fatto perché qualcuno deve dirle queste cose. Qualcuno deve fare sul serio, senza indecisione nè leggerezza. E mentre altri sindacati continuano a collaborare con l’Ateneo, noi scegliamo di pretendere che le persone vengano rispettate.

Le richieste sono chiare:
– chiusura immediata di Palazzo Hercolani per accertamenti,
– rilascio di tutte le informazioni tecniche sull’accaduto,
– aggiornamento urgente del Documento di Valutazione dei Rischi,
– coinvolgimento pieno degli RLS in ogni fase,
– e, finalmente, sanzioni contro chi è solito normalizzare le situazioni e colpevolizzare le vittime.

I silenzi, l’indifferenza e i giochi di comando devono cessare! Si tratta della sicurezza di chi lavora, studia e vive ogni giorno negli spazi dell’Università (leggi qui la segnalazione), così come già esposto presso la Prefettura di Bologna nell’ambito dello stato di agitazione proclamato a maggio 2024 (vedi link).